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Armando Mancini

La storia dei videogames PDF Stampa E-mail
Scritto da Armando   
mercoledì 25 ottobre 2006

Image Uno sguardo al passato dei videogames, ritroviamo i "nonni" dei moderni videogiochi, titoli oramai entrati nel mito. Questi giochi, spesso dovevano fare i conti con un hardware limitato, ma qui entrava in gioco la creatività, spesso a livelli altissimi, che li rendeva dei capolavori; giocare ancora adesso a Tetris è una esperienza ludica grandissima. Per la serie, poveri ma belli....

 

Questo articolo, da me scrittto originariamente per il ghostcomputerclub, ripercorre idealmente la storia dei videogames, dai primordi fino ai primi giochi in 3D; uno sguardo oramai nostalgico verso titoli che sono storia.

Image Il debutto dell'azione
Verso la fine degli anni 70 fece la sua comparsa in alcuni bar il primo gioco di azione. Disegnato da Nolan Bushnell, si trattava di un gioco monocromatico a due con una palla e una racchetta chiamato Pong (il nome Ping-Pong era soggetto a copyright).
Si dimostrò un enorme successo fin dal primo momento ed è considerato il progenitore di tutti i giochi eletronici odierni. Ma fu dopo l'arrivo dell'incredibile Space Invaders che l'industria dei giochi per computer cominciò a decollare. Inizialmente tutti i prodotti erano basati sull'azione. Tra i classici ricordiamo Frogger, Hunchback e Donkey Kong in cui la chiave del successo era data da una buona coordinazione occhio-mano e da riflessi pronti. All'inizio degli anni '80 la Software Project pubblicò il Manic Miner e, per la prima volta, introdusse i problemi nei giochi d'azione. In Manic Miner era necessario superare scale e paittaforme in una serie di livelli consecutivi ma in realtà fu il seguito, Jet Set Willy, che introdusse l'esplorazione nei giochi di azione. Miner Willy, con un intero palazzo di stanze da esplorare, diede origine al termine "arcade adventure". Ormai si poteva solo migliorare, come dimostrano i giochi d'azione disponibili sul mercato dotati di grafica avanzata e suono sofisticato.

Spari al passato
Sia che spari proiettili, lanci fiammate o polverizzi orde di alieni, uno sparatutto deve la sua esistenza ad un grande progenitore: Space Invaders. Creato da un gruppo di psicologi giapponesi, il gioco che sconvolse i ragazzini di tutto il mondo ora appare piuttosto primitivo: nessuno sfondo nessuna arma extra, solo un gruppo di alieni ed un cannoncino; solo con questo prese il mondo alla sprovvista.
In seguito uscirono in rapida successione altri classici: Galaxian (alieni colorati, piu` sonoro e una grafica migliore per gli sfondi), Asteroids dell' Atari (grafica monocromatica, ma controllo inerziale rivoluzionario ) e Moon Crest che introdusse le prime armi aggiuntive.
Dal 1980 vennero tutti surclassati da Defender della Williams. Si trattava del primo gioco a incorporare l'elemento del salvataggio (salvare degli umanoidi) ed il più veloce e rumoroso sparatutto a scorrimento orizzontale mai visto prima.
Divenne rapidamente un culto e diede origine a numerosi cloni.
Altri sparatutto si susseguirono a ritmo serrato con l'introduzione, nei primi anni 80, di costosi giochi da bar dotati di grafica spettacolare,vedasi R-Type 1 e R-Type2, mentre le conversioni per computer divenivano sempre più complesse, fino ad arrivare a Xenon2 giochi dotati di musica (di rigore fin dai tempo di Frogger) e di sprite (personaggi grafici animati) grossi e colorati visti per la prima volta nel fantastico R-Type.

I rompicapo su PC
Il classico rompicapo per computer è ovviamente Tetris.
Grazie al fenomenale successo di questo capolavoro sovietico, il puzzle su PC, inteso come rompicapo, ha conosciuto un deciso rilancio, tanto che elencare i cloni del tetris sarebbe operazione ardua per chiunque...
Alla base di un vero rompicapo deve esserci sempre una idea semplice ma di difficile attuazione; il senso di frustrazione che genera questa contraddizione funziona da "molla" per appassionare ad un gioco. Tetris, il gioco che ha dato il via a migliaia di cloni è entrato nella leggenda; realizzato da un programmatore russo, Alexei Pazhitnov, ha dato nuova vita al genere. Come dicevamo l'idea è banalmente semplice; blocchi di diversa forma cadono dall'alto; tutto quello che bisogna fare e ruotarli e riposizionarli mentre cadono, in modo da disporli in una serie di linee orizzontali. Una volta completata una linea, essa scompare dallo schermo. Sfortunatamente le forme non sono facilmente incastrabili e cadono a velocità crescente; non sembra granchè ma in pratica si tratta del puzzle più coinvolgente che vi possa capitare di giocare. Una curiosità: all'epoca si riteneva che il tetris, poichè proveniva dall' URSS, avesse un potere destabilizzante, in realtà, come spesso accade, i giochi dell'est sublimano il concetto di gioco a sfida intellettuale.Esiste in rete un bellissimo documentario della BBC dedicato a Tetris; consigliamo a tutti di vederlo.

 

Il fenomeno Doom
È stato il successo degli anni 90; lo sparatutto dopo DOOM  non è stato più lo stesso,  fiumi di inchiostro sono stati versati per descrivere, esaltare, stroncare, quella che a tutti gli effetti è stata una pietra miliare nella storia dei videogiochi.
Versione all'ennesima potenza di Wolfenstein 3D (100 volte meglio), fa della giocabilità il suo punto di forza; totalmente coinvolgente anche perchè giocato in soggettiva, ha fatto vedere a tutti cosa vuol dire giocare sul serio. Da prendere come esempio per quanto riguarda come si realiizza un videogioco: un capolavoro nel senso più pieno del termine; come tutti i capolavori ha dato origine a decine di cloni, non tutti riusciti.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 09 novembre 2006 )
 
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