Anni 70: una rivoluzione in moltissimi campi: non c'erano soltanto il rock, le camicie con il colletto a punta, le "zeppe" e la disco-music; negli anni '70 vennero alla luce anche il primo microprocessore, il primo elaboratore di testi e il primo foglio elettronico. Una rivoluzione epocale!
Oggi si assiste ad una rivalutazione degli anni '70, per troppo tempo soffocati dalla vicinanza con il 68. In quel decennio si ebbero alcuni cambiamenti destinati a mutare radicalmente sia il costume che anche il nostro vivere quotidiano. Anche in campo informatico si gettarono le basi per i prodigi tecnologici che abbiamo oggi. Il terreno fu preparato dalla Intel, una azienda costituita nel 1968 per produrre memorie per semiconduttori a prezzo accessibile, che praticamente inventò i microprocessori quasi per caso. Nel 1971 un'azienda giapponese produttrice di calcolatori, la Busicom, commissionò alla Intel una serie di chip per un calcolatore. Si trattava di produrre appositamente dodici processori con caratteristiche particolari che tuttavia, il tecnico Ted Hoff si rifiutò di eseguire ritenendoli poco pratici. Invece di tali chip speciali egli offrì un unico congegno, valido per tutti gli usi, che ripescava le informazioni dalla memoria del semiconduttore; quasi senza volerlo erano state poste le basi per il moderno microprocessore! 4004: la rivoluzione in 4 cifre Era il 1971 e questo versatile chip, detto 4004, soddisfaceva alla grande le necessità del calcolatore Busicom ma Hoff intuì che esso potesse benissimo adattarsi senza nessuna modifica anche ad una grande varietà di apparecchiature, ma la cosa era complicata dal fatto che Busicom aveva acquistato i diritti sul 4004. Hoff ed i suoi collaboratori dovettero quindi sostenere una dura battaglia per convincere Intel a spendere 60 mila dollari (allora come oggi un'enormità) per ricomprare i diritti di sfruttamento del prodotto. Per quanto oggi possa sembrare incredibile, l'argomento vincente consistè nel fatto che in questo modo Intel avrebbe venduto più memorie!!! Benché più piccolo di un francobollo, il 4004 sprigionava la stessa potenza di calcolo dell'ENIAC, l'enorme calcolatore creato da Mauchly ed Eckert a fine anni '40. La strada era ormai tracciata ed era relativamente in discesa: nel 1972 seguì il modello a otto bit denominato 8008, che elaborava le informazioni a velocità doppia. Questi chip all'inizio venivano utilizzati dentro apparecchiature di precisione, diagnostici ospedalieri, flipper e altro. Nel 1978 Intel creava il chip 8086 da 4,77 megahertz. Al modello 8086 fece seguito nel 1979 il chip 8088. In seguito esso andò ad equipaggiare il primo, vero PC. Nonostante questo, la Intel non mostrava una grandissima fiducia nei personal computer, e quindi altri ne approfittarono per venire incontro alle richieste del mercato. Il primo microcomputer digitale per uso personale fu il MITS 816, messo in vendita nel 1972. Il MITS 816 non possedeva né uno schermo né tantomeno la tastiera, ma fu comunque acquistato dagli appassionati, in genere sempre recettivi alle novità. Il primo personal computer per tutti Il 1975 salutò il primo personal computer prodotto per il grande pubblico: il MITS Altair 8800, portato al successo anche dal film WarGames, giochi di guerra, equipaggiato con il chip 8080 della Intel. Veniva venduto al prezzo di 375 dollari e disponeva di 256 byte (sigh..) di memoria, sempre senza schermo né tastiera. Questa meraviglia andò a deliziare i capelloni del sud California, innamorati dei computer. Tra i primi acquirenti ci furono Bill Gates e il suo socio Paul Allen allora poco più adolescenti che produssero il loro primo programma per Altair usando il linguaggio BASIC. Steve Jobs e Steve Wozniak furono invece i primi a far conoscere cosa sarebbe stato capace di fare il personal computer. Essi avevano prodotto il primo Apple in un garage e a questo fece seguito l'Apple II, venduto al prezzo 1.298 dollari, ma completo di schermo e tastiera. Una grande rivoluzione: fu un enorme successo, specialmente in ambiente accademico. Altrove il piccolo Commodore fu primo esemplare di personal computer destinato al mondo degli affari, messo in vendita nel 1977 ed anch'esso incontrò un apprezzabile successo. Grandi progressi Gli anni '70 furono testimoni di diversi sviluppi: nel 1971 Alain Shugart produsse in IBM il floppy disk da 8 pollici. Successivamente si licenziò da IBM, ed in pieno spirito americano mise su un'azienda e nel 1980 presentò il disco rigido Winchester, che usiamo ancor oggi e con cui venne rivoluzionata la capacità di memorizzazione a lungo termine dei dati nei personal computer. Nel 1973 Robert Metcalfe presso il laboratorio PARC Xerox creava la tecnologia Ethernet, cioè le basi per poter collegare diversi computer tra loro in una piccola rete locale; il modo di lavorare in azienda non fu più lo stesso. Parallelamente, anche i programmi subirono grandi novità. Forse il più importante programma mai creato fu VisiCalc che nel 1978 fu il primo foglio di calcolo elettronico. Facilitò la vendita dei computer a gente non ancora convinta, come contabili e dirigenti. A seguito tale successo nel 1979 fu creato Wordstar, il primo word processor. Grazie all'evidente utilità dei programmi esistenti sul mercato era ormai giunto il momento che il personal computer divenisse prodotto destinato a un pubblico di massa. I giorni nostri Oramai la potenza di calcolo dei moderni processori è enorme, in grado di suppportare le "diavolerie" di giochi dalla grafica mozzafiato e perfettamente in linea con la famosa legge di Moore, che prevede il raddoppiamento della potenza dei processori ogni 18 mesi; con queste premesse, il futuro fa davvero paura ! Gordon Moore della Intel (il primo a sinistra nella foto) scopri che la potenza dei calcolatori si sarebbe raddoppiata in media ogni diciotto mesi. È vero ancora oggi. Articolo scritto originariamente per il Ghost Computer Club (http://www.ghostcomputerclub.it/articoli/news/articoligcc.php?titcode=AZNIR-0742006125359)
|