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Pochi giochi mi fanno tornare bambino come le biglie; rivedere quelle palline di vetro con "gli occhi di gatto" dentro, mi fa tornare indietro nel tempo... Eravamo bambini e giocare insieme era la cosa più importante del mondo...
Era un Italia strana, quella degli anni 70; il benessere era ormai diffuso (almeno tutte le famiglie mangiavano...) sull'onda lunga di un boom economico che probabilmente l'Italia non vedrà più, eppure permanevano abitudini "da poveri"; i bambini giocavano tutti per strada (ricchi e no) e nei cortili; la tv al pomeriggio semplicemente non c'era (iniziava solo dopo le 17) ed era rigorosamente in bianco e nero e con due soli canali (rai uno e rai due), così, finiti i compiti (a volte anche prima...) eccoci tutti a giocare; il gioco delle biglie era praticamente di due tipi: uno era la tipica corsa su una pista, simile a quello che si faceva comunemente al mare in spiaggia; l'altro, decisamente più da duri era una partita d'azzardo; su un campo delimitato, si creava una buchetta e poi dietro ad una riga tirata con il piede si tiravano le biglie; quello che era più vicino alla buca (la distanza era misurata con le spanne di una mano) aveva il diritto di tirare prima, fino a quando non si finiva in buca, evento che rendeva la biglia capace di mangiare le altre biglie , sorta di antesignano pacman; a questo punto si mirava alle altre biglie e se si riusciva a colpirle, si vincevano; questo gioco d'azzardo per bambini attirava folle di piccoli con fardelli di biglie messe nelle tasche e nella calze; il perdente si riconosceva perchè era "alleggerito"; Come si tirava la biglia era tenuta tra l'indice ripiegato a fare da base di sostegno e il pollice che schioccando lanciava la biglia; con l'esercizio eravamo arrivati a colpire con facilità una biglia a 3-4 metri di distanza!! Le biglie erano di moltissime foggie e colori; quelle tradizionali di vetro , quelle di ceramica (che chiamavamo cinesine), ai biglioni, fino ai cuscinetti a sfera che erano molto utilizzati per i primi lanci in quanto più pesanti. I più temerari avevano preso anche il vizio di scaldare sul fuoco le biglie di vetro, tenendole con una pinza per poi immergerle in acqua fredda; questa tempratura rompeva il vetro dall'interno ma non all'esterno rendendo la biglia molto bella; era una pratica puramente estetica, in quanto le biglie divenivano estremamente fragili e quindi non adatte al gioco. Care vecchie biglie; siete state compagne fedeli per alcune delle mie giornate più spensierate, custodi di un modo di giocare oramai totalmente scomparso |